Autore: Lisa Cassetti - Argomenti: scienze

acqua pubblica referendumLa domanda che si fanno in tanti negli ultimi giorni è proprio questa: cosa si sta facendo per rispettare al meglio il risultato del referendum sull’acqua pubblica del mese di giugno? Non sembra che gli enti pubblici stiano facendo tanto per tornare ad una situazione che privilegia l’acqua pubblica rispetto al recente fenomeno di privatizzazione. Per questo motivo il movimento a favore dell’acqua pubblica torna in piazza, a Roma, per pubblicizzare nuovamente l’acqua pubblica e per fare in modo che non venga dimenticato ciò che gli Italiani hanno deciso con la consultazione referendaria di giugno.

Il Fatto Quotidiano commenta così: «Il punto è che dalle parti del potere centrale, ma anche da quelle della politica locale, il post-referendum è stato un proliferare di provvedimenti “lontani” da quanto espresso dagli italiani. Prima di tutto la manovra estiva, a nemmeno un mese dalla ratifica del Capo dello Stato del risultato del referendum – e quindi dall’abrogazione della norma (l’art.23bis del decreto Ronchi) che obbligava a mettere a gara la gestione dei servizi pubblici locali. Il l3 agosto, nell’articolo 4 della manovra, è stata approvata quella che i comitati chiamano una “fotocopia del decreto Ronchi”. Una norma che ricalcherebbe “fedelmente” l’art.23bis, reinserendo la liberalizzazione dei servizi pubblici locali abrogata dal primo quesito del referendum. Unica accortezza, la specifica: “tranne per il servizio idrico”.»

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